sabato 13 ottobre 2012

Bolivia: Buona giornata dell'alimentazione!

una notizia al giorno per ribadire che IL CIBO È PER TUTTI – se aderisci fai girare! 

(Anna Alliod da Coachabamba) – Più patata, mais, canna da zucchero e riso: questa la ricetta per raggiungere la sicurezza alimentare in Bolivia.
In vista del 16 ottobre, giornata mondiale dell’alimentazione, il direttore dell’Istituto Nazionale per l’Innovazione Agricola e Forestale INIAF, Lucio Tito, ha infatti annunciato che, grazie a Cooperazione Italiana e FAO, verranno investiti 53 milioni di dollari nella coltura di patate, mais, canna da zucchero e riso per garantire la sicurezza alimentare in Bolivia. Finanziatori privilegiati di questo Programma saranno insomma la cooperazione italiana e la Fao. E alla notizia verrà data particolare enfasi proprio in occasione della giornata mondiale dell’alimentazione cosicché i piccoli produttori vengano correttamente informati sull’opportunità di accedere a questi fondi e incentivare così, a loro volta, la produzione stessa dei prodotti necessari a soddisfare i fabbisogni alimentari del Paese.

venerdì 12 ottobre 2012

Perù: L'arma sociale degli chef Adrià e Acurio

una notizia al giorno per ribadire che IL CIBO È PER TUTTI – se aderisci fai girare!  

(Mario Mancini da Lima) - La cucina come “arma sociale” è l’interessante scommessa in cui si sono lanciati gli chef Ferran Adrià e Gastón Acurio. Ne è nato un documentario ("Peru sabe”) che raccoglie storie di successo di cuochi e produttori peruviani che, appunto, sono riusciti a trasformare la propria realtà grazie alla cucina.
Ferran Adrià, uno dei migliori chef del mondo, ci spiega: "Il mio sesto senso mi diceva che quanto stava succedendo in Perù era importante, poi durante i miei viaggi ho scoperto molte cose: l’elemento più importante della cucina peruviana è la varietà e la ricchezza dei prodotti, il che fa pensare che ci siano almeno 5 o 6 cucine peruviane”. E Gastón Acurio, rinomato cuoco peruviano e principale artefice di questa rivoluzione gastronomica, ci tiene a sottolineare come il documentario "Perù sabe" metta bene in evidenza quanto la cucina peruviana possa diventare un motore che motiva la creatività di migliaia di persone.
"La cucina è uno spazio inclusivo, di storie positive e di opportunità, uno spazio che può anche generare ricchezza” – sostiene Adrià - Il potere che ha la cucina non ha prezzo, quindi è da considerarsi a tutti gli effetti un'arma sociale".
L'idea del documentario è nata da una discussione di Adrià con suo fratello che gli aveva riferito quanto di incredibile stava accadendo in Perù: più di 80.000 giovani avevano scelto di studiare cucina. Dunque, la cucina, qualcosa di così quotidiano in qualsiasi altro Paese, è diventata un’occasione di cambiamento per il Perù. Una macchina che muove agricoltori, produttori, chef, imprenditori, ristoranti, consumatori.
E il documentario “Perù sabe” è il risultato di questo viaggio, una testimonianza emozionante di come la cucina peruviana abbia trovato, una volta tanto in sé, una buona ricetta per promuovere lo sviluppo sociale ed economico del Paese.
La cucina sta diventando insomma una delle risorse più importanti della regione e il fenomeno rischia di espandersi nel resto dell'America Latina.

giovedì 11 ottobre 2012

Burkina Faso: Il teatro fa crescere

una notizia al giorno per ribadire che IL CIBO È PER TUTTI – se aderisci fai girare! 

(Marianna Mormile da Gaoua) - Il Teatro diventa spazio di comunicazione sociale, gli attori si fanno educatori e gli spettatori diventano attori. Non si tratta di un laboratorio artistico di sperimentazione ma uno dei più efficaci strumenti di sensibilizzazione, informazione, coinvolgimento e cambiamento che si siano mai provati sul campo. Il Teatro Forum applicato nella cooperazione allo sviluppo consente infatti di affrontare temi altrimenti inaccessibili, di portarli nella quotidianità dei villaggi e delle famiglie, suggerendo nuovi comportamenti e promuovendo una vera cultura del cosviluppo.
Il progetto “Acqua”, che insieme al Cisv ProgettoMondo Mlal sta realizzando in Burkina Faso, prevede di migliorare lo stato di salute delle comunità e di diffondere buone pratiche sull’utilizzo dell’acqua potabile e sull’igiene grazie alla ristrutturazione e alla costruzione di pompe e latrine nelle Scuole e nei Centri di salute. Interventi che devono però essere necessariamente supportati e accompagnati da un grosso lavoro di formazione del personale sanitario, del Comitato di gestione dei Centri di salute e degli insegnanti.
E, appunto, per dare maggiori possibilità di continuità al processo avviato, risulta assolutamente prioritario lavorare sul cambiamento di comportamento e su una reale sensibilizzazione della popolazione, affinché integri essa stessa nuove abitudini e sviluppi una maggiore coscienza sui rischi legati alla mancanza di igiene o all’utilizzo di acqua contaminata o mal conservata. Ecco perché tra le iniziative del Progetto Acqua si stanno realizzando anche 40 repliche dello spettacolo “Il prezzo dell’acqua nel villaggio di Zinzolé”.
Il Teatro Forum si basa sempre sulla rappresentazione di una situazione problematica per la quale si chiede agli "spett-attori" di “entrare da protagonisti” nella storia proponendo soluzioni, sostituendosi in definitiva agli attori.
Questa attività permette di convogliare l’attenzione della comunità sulle tematiche chiave del Progetto, in questo caso “acqua” e “igiene”, e di suscitare nelle popolazioni dei villaggi dinamismo e senso di responsabilità per quanto riguarda ad esempio la gestione dei punti d’acqua e, nello stesso tempo, di diffondere messaggi utili a ridurre l’incidenza delle malattie legate al consumo di acqua non potabile e alla mancanza d’igiene.
Inutile dire che gli spettacoli del Teatro Forum sono sempre partecipatissimi. Costituiscono già di per sé un’occasione di ritrovo piacevole e interessante e, nei contesti dove maggiore è il peso di emarginazione e povertà, l’unica fonte di informazione ed educazione.

mercoledì 10 ottobre 2012

Honduras: La natura amica dà frutti

una notizia al giorno per ribadire che IL CIBO È PER TUTTI – se aderisci fai girare!  

(Mirco Bellagamba da Tegucigalpa) - I contadini di Nacaome e Goascoran, in Honduras, ci hanno raccontato che stanno cominciando a capire come, per produrre alimenti di buona qualità, non sia poi per forza necessario possedere grandi estensioni di terreno e grandi mezzi: si può lavorare su piccole parcelle (anche di un ettaro) utilizzando tecnologie appropriate e dedicate alla conservazione dell’ambiente, limitando in questo modo i costi e i danni alla natura. E questo era proprio il messaggio che volevamo trasmettere con il progetto di Sicurezza alimentare appena concluso in Honduras, e attraverso centinaia di ore di formazione e di lavoro sul campo. Siamo soddisfatti, sembra proprio che questa volta il lavoro stia dando i primi buoni frutti.
Nel sud dell’Honduras è tempo di raccolta. E nel corso degli ultimi 9 mesi sono state rese concretamente produttive 27 nuove piccole aziende che oggi possono vendere sul mercato locale frutta tropicale, come mango, tamarindo, guayava, arance, limoni e papaya (materia prima per i freschi succhi da bere nelle torride giornate tropicali), ma anche yuca e camote (ottimi se preparati fritti a fettine e cucinati nelle zuppe), e poi fagioli, sorgo e cocomeri.
Si tratta di risultati importantissimi per uno dei Paesi più poveri e trascurati dell’America latina, e tutto ciò è stato reso possibile dall’introduzione di 27 sistemi di irrigazione a goccia che, attingendo acqua dai pozzi, sono l’unico vero mezzo per affrontare una stagione “delle piogge” particolarmente povera e discontinua, come è quella attuale in Honduras. Inoltre le famiglie coinvolte nelle 27 nuove aziende, possono beneficiare di nuovi terrazzamenti e opere di controllo delle acque che aiutano a conservare la fertilità dei terreni fortemente colpiti dall’erosione collegata alla drastica e sregolata deforestazione delle colline.
Proprio per arginare la progressiva deforestazione del Paese e il conseguente impoverimento dei terreni coltivabili, il Progetto ha contribuito a piantare in 42 parcelle alberi da frutto e per la produzione di legname, coltivati e moltiplicati nei vivai del Progetto.

martedì 9 ottobre 2012

Italia: Fai la spesa giusta

una notizia al giorno per ribadire che IL CIBO È PER TUTTI – se aderisci fai girare!  

Una colorata e comoda shopper dal Mozambico per dare nuovo valore al diritto al cibo, a chi lo produce e a chi ne mangia ancora troppo poco. Questa l’idea con cui è nato il gadget della campagna “Io Non mangio da solo”, una simpatica borsa in cotone creata dagli artigiani africani per portare un po’ di Sud nel nostro Nord e per coinvolgere simpatizzanti e sostenitori in una gara di solidarietà a sostegno dei nostri Progetti in Mozambico, Burkina Faso, Perù, Bolivia, Haiti e Guatemala.
L’idea della shopper sta riscuotendo molto successo e costituisce soprattutto uno spunto in più per parlare del tema della campagna e dei suoi protagonisti. Da metà settembre, quando ha preso avvio la campagna, ad oggi sono già state vendute alcune migliaia di shopper. Diversi anche i piccoli negozi (soprattutto gli alimentari, panifici, cooperative, mercatino chilometro zero, parrucchieri, palestre e chi vende oggetti per la casa) che ci hanno chiesto di potere esporre in segno di solidarietà le nostre borsette.
Grande impegno anche per i Gruppi di ProgettoMondo Mlal che si stanno organizzando per creare punti di vendita nelle piazze e/o partecipare a manifestazioni già in programma nella propria città che possano ospitare anche il nostro gadget e dare quindi visibilità all’intera campagna.
Ovviamente lo shopper è, e rimane, solo un contenitore. Simpatico, colorato, originale, autentico ma… ciò che più conta è ciò che ciascuno di noi saprà metterci dentro!

La shopper viene proposta con un’offerta base di 5 euro. Per riceverla: sostegno@mlal.org

lunedì 8 ottobre 2012

Bolivia: Diritto al cibo, il genere non c'entra

una notizia al giorno per ribadire che IL CIBO È PER TUTTI – se aderisci fai girare! 

(Luca Di Chiara da Cochabamba) - Nel Sud del mondo, a provvedere alla sicurezza alimentare della propria famiglia, è quasi sempre la donna. Il diffuso maschilismo e la solitudine femminile quale diretta conseguenza della migrazione prevalentemente maschile, fanno infatti sì che l’uomo sia meno sensibile e attivo sul tema dell’alimentazione quale diritto di base.
Allo scopo di coinvolgere di più gli uomini sull’importanza dell’accesso a un "cibo nutriente e sicuro, sufficiente per i bisogni nutrizionali di base", come anche a “prodotti genuini di qualità e quantità a costi sostenibili", il Programma Alimentare Mondiale (WFP), da sempre impegnato nella lotta contro la fame del mondo, in questi ultimi mesi sta promuovendo in Bolivia un programma di corsi di salute materna e infantile e sulla nutrizione nelle comunità rurali e indigene.
Sebbene aperti a tutti, i corsi sono stati pensati principalmente per uomini e ragazzi.
E l’iniziativa sta avendo molto successo. Dopo una prima esitazione, la massiccia partecipazione da parte degli uomini è evidente a tutti. Se all’inizio gli uomini ritenevano che il corso “Programma Malnutrizione Zero” fosse per lo più indicato per coloro che “nutrono”, ovvero per le donne che stanno in cucina, hanno piano piano cominciato a capirne i vantaggi e l’interesse è andato crescendo.
Alla fine del corso ogni uomo o ragazzo è chiamato ad assumersi un impegno concreto di fronte all'intera comunità, ad avere un ruolo più attivo nella crescita e nella nutrizione dei propri bambini. Questa iniziativa rappresenta un importante passo avanti culturale per combattere con forza e decisione la malnutrizione infantile e promuovere il diritto al cibo come diritto fondamentale degli esseri umani. Il cibo è infatti un elemento fondamentale per la sopravvivenza e non conosce il genere maschile o femminile.

sabato 6 ottobre 2012

Guatemala: la malnutrizione miete ancora più vittime

una notizia al giorno per ribadire che IL CIBO È PER TUTTI – se aderisci fai girare!

(Gaia Consadori da Chimaltenango) - La malnutrizione infantile si trasmette di madre in figlio. La scarsa alimentazione materna ha come conseguenza diretta la nascita di bambini sottopeso. Il problema viene però alla luce solo quando il quadro clinico diventa acuto, e anche ai Centri di Salute, purtroppo, i bambini arrivano accompagnati dalle loro mamme ma quando ormai per loro non c’è più nulla da fare.
Dall’inizio dell’anno, in Guatemala, almeno 95 bambini minori di 5 anni sono morti a causa della malnutrizione acuta. Lo rivela l’ultimo rapporto del Dipartimento di Epidemiologia del Ministero di Salute Pubblica e Assistenza Sociale presentato l’8 settembre scorso.
Il censimento nutrizionale, elaborato dalle autorità sui dati da gennaio ad agosto, ha stabilito che 95 bambini sono morti per cause associate alla denutrizione acuta e che altri 7.926 soffrono tutt’ora questa malattia.
Nel corso del 2011, in Guatemala, sono state certificate ufficialmente 125 morti per denutrizione, dunque più che nel 2010 (105 erano state le vittime) e meno però dei 160 del 2009.
Di fronte a questi dati, gli esponenti politici discutono vivacemente sulla validità dei programmi in vigore e dei numerosi,e più recenti interventi proposti dal nuovo governo per far fronte alla situazione. Proposte che in realtà hanno già avuto molta eco sui media internazionali. Tanto che il presidente Otto Pèrez Molina, in visita a New York lo scorso 24 settembre, ha ricevuto da parte del Programma Mondiale di Alimenti un riconoscimento ufficiale per il suo Programma “Hambre Cero” che invece in patria viene fortemente criticato per il basso livello di implementazione e di erogazione dei fondi annunciati.